Le ultime note risuonano ancora, il pubblico lascia l’area del festival e le squadre iniziano già a smontare i palchi. Dopo mesi di preparazione e qualche giorno di massima intensità, il festival è finito. O forse no.
Perché se l’evento si è concluso, la relazione con il pubblico non deve finire qui. I giorni e le settimane successive al festival sono un momento prezioso per fidelizzare il pubblico, raccogliere dati, conoscerlo meglio e iniziare a preparare la prossima edizione.
Quindi, cosa dire ai propri festival-goer una volta terminato il festival? Ecco 6 messaggi per prolungare l’esperienza e costruire una relazione duratura con il proprio pubblico.
«Eravate con noi. Ci rivediamo l’anno prossimo?»
Obiettivo: Trasformare l’emozione dell’ultimo giorno in fidelizzazione immediata.
L’ultimo giorno del festival è probabilmente uno dei momenti in cui il legame con l’evento è più forte. Il pubblico ha appena vissuto giorni di musica, scoperte ed emozioni condivise. I ricordi sono ancora freschi e la voglia di tornare può essere particolarmente intensa.
È quindi il momento giusto per trasformare l’emozione in un gesto concreto di fidelizzazione.
Ci sono diverse possibilità:
- Proporre subito il biglietto per la prossima edizione a un prezzo riservato
- Aprire una prevendita esclusiva per chi ha partecipato all’edizione appena conclusa
- Offrire un vantaggio speciale, come una tariffa agevolata, un regalo o un accesso prioritario
- Proporre un blind pass, che permette di assicurarsi il proprio posto prima ancora che venga annunciata la line-up
Il blind pass può essere particolarmente efficace per i festival che hanno una community molto fidelizzata. Il pubblico acquista il biglietto senza conoscere ancora gli artisti in programma perché si fida dell’evento e sa già di volerci essere.
È anche un modo per passare da una logica puramente di ticketing a una vera logica di fidelizzazione: non si torna soltanto per un artista o per una line-up, ma per rivivere l’esperienza del festival.
✍️ L’idea da portarsi a casa: Testate un blind pass o una prevendita anticipata dedicata ai vostri festival-goer più affezionati. È un modo semplice per misurare la forza del legame con il festival e, allo stesso tempo, generare i primi ricavi per la prossima edizione.
«Grazie per essere stati con noi. Riviviamo insieme questa edizione!»
Obiettivo: Prolungare l’esperienza con i contenuti post-festival più adatti.
I giorni successivi al festival sono il momento ideale per far durare ancora un po’ l’esperienza.
Una prima email di ringraziamento può, ad esempio, raccontare l’edizione attraverso alcuni numeri chiave: numero di partecipanti, artisti programmati, volontari coinvolti, litri d’acqua distribuiti, chilometri percorsi dalle squadre...
Questi dati aiutano a dare concretezza alla portata dell’evento e ricordano al pubblico di aver fatto parte di qualcosa di più grande.
Poi arrivano l’aftermovie e tutti quei contenuti che permettono di rivivere i momenti migliori: foto e gallerie, playlist degli artisti presenti, interviste, contenuti dal backstage, best of dell’edizione, contenuti creati dal pubblico, aneddoti e momenti che gli spettatori non hanno visto.
L’obiettivo non è semplicemente riempire il calendario editoriale. È riaccendere un’emozione. Un buon contenuto post-festival dovrebbe far pensare a chi c’era: «Io ero lì!». E a chi non c’era: «L’anno prossimo non posso perdermelo».
✍️ L’idea da portarsi a casa: Non riservate i migliori contenuti post-festival soltanto a chi era presente. Condivideteli sui diversi canali e con tutta la vostra audience. Aftermovie, foto e momenti migliori possono far scoprire l’esperienza anche a chi non ha partecipato e alimentare il desiderio di esserci alla prossima edizione.
«Diteci cosa ne pensate.»
Obiettivo: Ascoltare il pubblico e trasformare i feedback in dati utili.
Una volta terminato il festival, c’è una domanda che vale la pena fare: com’è stata la vostra esperienza? Un questionario di soddisfazione post-evento è ormai un elemento imprescindibile. Ma non dovrebbe servire soltanto a ottenere un punteggio medio.
Può aiutare a rispondere a domande molto concrete:
- Qual è il livello di soddisfazione complessivo?
- Quali sono stati i momenti migliori dell’edizione?
- Quali sono stati i principali punti critici?
- Cosa vorrebbero vedere migliorato?
- Hanno intenzione di tornare?
È anche un’occasione preziosa per conoscere meglio il proprio pubblico:
- Quali artisti o generi musicali preferiscono?
- Come hanno raggiunto il festival?
- Con chi hanno vissuto l’esperienza?
- Quali contenuti vorrebbero ricevere?
Nel tempo, queste informazioni permettono di arricchire la conoscenza del pubblico e di rendere le comunicazioni future più pertinenti.
✍️ L’idea da portarsi a casa: Non chiudete il cerchio con un semplice «grazie per aver partecipato». Qualche mese dopo, tornate dalla vostra community con un messaggio del tipo: «Ce l’avete chiesto. Noi l’abbiamo fatto.» È un modo concreto per trasformare i dati raccolti in fiducia.
«E se restassimo in contatto tra un’edizione e l’altra?»
Obiettivo: Mantenere la relazione durante i periodi di pausa.
Tra un’edizione e l’altra il rischio è sempre lo stesso: sparire dai radar e ricomparire qualche mese dopo con un’unica comunicazione: «I biglietti sono ora disponibili!». Dal punto di vista del pubblico, la relazione può così diventare puramente transazionale: ci si fa sentire solo quando c’è qualcosa da vendere.
I periodi di pausa sono invece una grande opportunità per mantenere vivo il legame con il festival senza cercare continuamente di vendere.
Il principio è semplice: creare momenti che offrano una buona ragione per tornare a comunicare. Per esempio:
- «Apri la casella di oggi»: un calendario dell’Avvento con 24 ricordi, aneddoti, contenuti esclusivi, playlist, regali o vantaggi riservati alla community.
- «24 cose che forse non sapevi sul festival»: storie insolite, numeri sorprendenti, foto d’archivio e momenti dal backstage delle edizioni precedenti, raccontati nel corso del mese.
- «Le artiste che hanno fatto la storia del nostro festival»: una playlist dedicata alle artiste che hanno calcato i palchi del festival, accompagnata da ricordi, storie o interviste.
- «Tutto è iniziato X anni fa…»: un viaggio nella storia dell’evento attraverso i primi manifesti, i numeri più significativi, gli artisti che hanno calcato i suoi palchi, i momenti più iconici e le testimonianze del pubblico.
L’obiettivo non è comunicare di più a tutti i costi. È trovare buoni motivi per restare in contatto e creare contenuti che il pubblico abbia davvero voglia di aprire, guardare o condividere.
✍️ L’idea da portarsi a casa: Costruite il calendario editoriale dell’intersaison prima ancora che il festival finisca. Identificare in anticipo date e occasioni pertinenti permette ai team di evitare il classico «non abbiamo nulla da raccontare in questo momento» e di mantenere la relazione in modo costante e creativo.
«Come sarebbe la vostra line-up ideale?»
Obiettivo: Trasformare il pubblico in una community attiva.
Ascoltare il proprio pubblico è importante. Dargli la possibilità di contribuire alla vita del festival lo è ancora di più. Si può, ad esempio, chiedere:
- Quale artista vorreste vedere sul palco?
- Quale nuova scoperta vi convincerebbe a venire?
- Quale format vorreste ritrovare?
- Quale nuovo servizio migliorerebbe la vostra esperienza?
- Quale palco avete apprezzato di più?
- Qual è il vostro ricordo preferito di questa edizione?
Queste domande possono diventare sondaggi, votazioni, quiz, giochi o altri contenuti partecipativi.
L’obiettivo è duplice: Raccogliere informazioni utili per conoscere meglio il pubblico, e rafforzare il senso di appartenenza alla community.
Perché un festival non è soltanto un evento a cui si partecipa per qualche giorno all’anno. Può diventare una community di cui sentirsi parte e che si contribuisce a costruire. Ed è una distinzione importante quando si parla di fidelizzazione: è più facile tornare in un luogo con cui si sente di avere un legame personale.
✍️ L’idea da portarsi a casa: Date una voce alla vostra community e dimostrate di averla ascoltata. Un sondaggio non deve necessariamente determinare la programmazione: può semplicemente aprire un dialogo e rafforzare la relazione con il pubblico.
«Ti è piaciuto Y? Allora potrebbe piacerti anche Z.»
Obiettivo: Personalizzare le comunicazioni per costruire una relazione nel tempo.
Non tutti i festival-goer cercano la stessa cosa in un festival.
Un nuovo partecipante che scopre l’evento, un habitué che torna da dieci anni, un appassionato di metal venuto appositamente per tre band e chi partecipa soprattutto per vivere l’atmosfera del festival hanno aspettative e interessi molto diversi. Quindi, perché inviare a tutti esattamente gli stessi messaggi?
I dati raccolti nel tempo permettono di personalizzare la relazione:
- Ringraziare in modo diverso chi è venuto per la prima volta e chi è un habitué
- Consigliare contenuti in base agli artisti visti o apprezzati
- Offrire l’accesso anticipato ai festival-goer più fedeli
- Riattivare chi non partecipa da diverse edizioni
- Adattare le comunicazioni alle preferenze espresse
- Mettere in evidenza artisti, contenuti o esperienze in base agli interessi di ciascuno
È qui che dati e CRM mostrano tutto il loro valore: conoscere meglio il proprio pubblico per offrirgli un’esperienza più rilevante e, allo stesso tempo, rendere più efficace il marketing.
✍️ L’idea da portarsi a casa: Partite in piccolo. La personalizzazione non significa costruire decine di customer journey complessi. Un primo segmento basato sulla fedeltà, sugli artisti preferiti o sui comportamenti d’acquisto può già rendere le comunicazioni molto più pertinenti.
Fidelizzare il pubblico dopo il festival: il ruolo del CRM
Dopo il festival, la fidelizzazione non si ferma all’invio di un aftermovie o di un questionario di soddisfazione. Per costruire una relazione duratura, i festival devono conoscere meglio il proprio pubblico e valorizzare i dati a disposizione: storico delle partecipazioni, comportamenti d’acquisto, preferenze, soddisfazione, interazioni con le campagne marketing e molto altro.
È proprio questo il ruolo di un CRM per festival in grado di centralizzare queste informazioni e trasformarle in azioni concrete.
Con Arenametrix, i team dispongono di un’Audience Data Platform progettata per gli operatori del live entertainment. Possono segmentare le audience, personalizzare le campagne e automatizzare le comunicazioni, misurandone al contempo l’impatto sulla fidelizzazione, sul riacquisto e sui ricavi.
L’obiettivo? Non comunicare semplicemente di più tra un’edizione e l’altra, ma inviare il messaggio giusto, alla persona giusta, nel momento giusto.
Scoprite come Arenametrix aiuta i festival a conoscere meglio il proprio pubblico e a costruire relazioni durature con i propri festival-goer.